Archivio per Ottobre 2008

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«Elite model look», in cerca della nuova Sastre

Ottobre 16, 2008

Scoprire un volto nuovo per la moda, è questo l’obiettivo di «Elite model look» che dal 1983 ha lanciato top model importanti come Linda Evangelista, Cindy Crawford, Ines Sastre e le italiane Elena Santarelli ed Elenoire Casalegno. Tra le 13 aspiranti modelle, selezionate mediante numerosi casting in tutte le regioni, soltanto una ragazza rappresenterà l’Italia alla 25ª edizione che si svolgerà in Cina, a Sanya, il 1 novembre. La modella sarà scelta questa sera all’Accademia l’Oreal da una giuria presieduta dalla top model e attrice Vanessa Hessler e dal presidente internazionale di Elite model management, Gerald Marie. «Stiamo cercando di ampliare il mercato – spiegano gli organizzatori, Claudio Giorgi e Mario Gori e, come agenzia, vogliamo seguire le migliori modelle nella loro carriera in televisione, al cinema e in pubblicità». Le caratteristiche fisiche non bastano più, è importante dimostrare preparazione, determinazione e passione per svolgere il lavoro di modella. Le ragazze sono tutte alte, belle, spigliate e con obiettivi che spaziano anche oltre la moda. Questa sera, presentate dall’attore Salvatore Marino, realizzeranno un fashion show sfilando con abiti di Gattinoni e La Perla. Eccole. Olga Cosenco, 17 anni, è di Grottaferrata; Carlotta Laurenti, 20 anni, è di Roma ma con origini paterne libanesi studia comunicazione; Veronica Valentini, 17 anni, è di Nepi e studia al classico; Giovanna Bravi, 21 anni, vorrebbe lavorare in comunicazione o pubblicità; Eva Russo, 17 anni, studia al liceo scientifico; Helena Veltmans, 17 anni, è di Bruxelles e sogna di studiare in Italia; Laura Calvo, 22 anni, è di Crotone ma vive a Milano dove studia scienze politiche, lavora già con Elite; Federica Giunta, 18 anni, arriva da Avola e vorrebbe diventare architetto o ingegnere; Carolina Bruni, 19 anni, è di Marino, studia scienze della comunicazione a Tor Vergata e sogna di diventare pr; Federica Sperandini, 17 anni, è di Bari e studia al liceo scientifico; Gorana Gvozdenovic, 22 anni, è nata a Sarajevo ma vive da 15 anni in Italia, ha iniziato a fare la modella a 14 anni; Ginevra Ficari, 16 anni, è di Firenze e studia all’istituto d’arte, sogna di fare la modella o la fotografa; infine Gabriella Shiner, 17 anni, è di Washington ma da un anno vive a Roma, tra i suoi sogni c’è il giornalismo.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=298492

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Dentro i conflitti di classe – Cinema

Ottobre 14, 2008

La classe (or. Entre les murs) di Laurent Cantet sceneggiatura di Laurent Cantet, Francois Begaudeau, Robin Campillo fotografia di Pierre Milon, Catherine Pujol, Georgi lazarevski montaggio di Robin Campillo, Stehpanie Léger con Francois Begaudeau, Cherif Bounaïdja Rachedi, Juliette Demaille, Laura Baquela, Nassim Amrabt

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79786

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La «Casana», i suoi primi cinquant’anni

Ottobre 4, 2008

Nino Gotta, ex dirigente di Carige è direttore de «La Casana» da quarant’anni. In questo suo ricordo ci racconta la bella storia di una bella iniziativa editoriale.Il periodico di informazione e cultura edito dalla nostra banca compie cinquant’anni! L’esordio editoriale risale, infatti, al bimestre settembre-ottobre 1958 ed era programmato, secondo le intenzioni del Direttivo della banca editrice, per avere una cadenza di uscita bimestrale. La ragion d’essere era evidenziata nella presentazione di quel primo numero: per la Cassa di Risparmio di Genova era in atto un processo evolutivo collegato ad uno sviluppo di attività esaltante, sotto tutti i punti di vista, della vita economica e sociale dell’epoca.Espansione territoriale in atto, esigenza di nuove dimensioni e quindi necessità in termini di spazi per gli uffici di sede onde poter raggiungere efficienza e funzionalità adeguate ad una crescita esponenziale dell’istituto bancario. Nasceva da quella esigenza la decisione di dare alla Cassa una nuova sede centrale che rispondesse alle moderne esigenze di una banca – sempre più Banca e sempre meno Cassa – pur mantenendo per scelta economica ma anche sentimentale l’ubicazione storica, laddove per secoli aveva operato la «Casana», una benefica istituzione creata con il nobile scopo di combattere l’usura; ed era appunto così che i genovesi erano abituati a chiamare quella istituzione, trascurando l’origine etimologica di quel nome, non mai perfettamente definita.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295616