Archivio per Novembre 2008

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Epifani: «Un intero Paese insorge» – Sindacale

Novembre 5, 2008

Quando sale sul palco di piazza del Popolo, dal basso esplode un boato. Guglielmo Epifani, il segretario della Cgil, parla al milione di persone che sono venute a Roma per dire no al decreto Gelmini. Lui lo chiama «un’intero paese che insorge»: «State segnando una giornata memorabile – dice ai manifestanti – non solo per la scuola ma per la nostra democrazia, per il futuro del paese, per i nostri giovani. Non avevo mai visto una piazza così, forse avremmo dovuto scioglierne un’altra – dice a chi è rimasto fuori – ma probabilmente non c’è così grande da accogliere tutti». Epifani poi si è rivolto ai giovani, a quelli che il governo chiama «facinorosi, strumentalizzati»: «Non vi pentirete di stare con noi – dice Epifani – non permetteremo che il vostro impegno sia messo in discussione da qualcuno che ha cattivi pensieri. La forza di questa piazza è la forza della democrazia ed è uno scudo per i nostri giovani. Qui c’è la maggioranza del paese che non si rassegna, che non abbassa la schiena, che non si fermerà».Poi il segretario della Cgil parla della riforma: «Hanno chiamato in causa Obama – dice – ma lo sanno che se sarà eletto investirà 20 miliardi nell’istruzione? E lo sa il nostro governo – incalzato Epifani – che sta arrivando una crisi, che già 200 mila persone nel settore privato sono stati licenziati o in cassa integrazione e a questi si aggiungono i precari della scuola, dell’università, della sanità, dello Stato? A quanto si vuole far arrivare il numero di persone che perderà il lavoro?».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80456

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Guidano imbottiti di droga e alcol: due morti

Novembre 3, 2008

Subito molto pesante il bilancio di vite umane perse sulle strade nel ponte d’Ognissanti. Già dieci ieri le vittime. In almeno due casi, però, la colpa non è delle condizioni atmosferiche o del traffico intenso. Gli incidenti mortali sono stati provocati da chi, ubriaco e drogato, non doveva mettersi al volante. In provincia di Milano un giovane che aveva fumato cannabis, ingerito Valium e che viaggiava perfino senza la patente, ritirata qualche mese fa, ha causato la morte di una ragazza di 24 anni. Mentre nel Bresciano un clandestino alla guida sotto l’effetto di alcol e cocaina ha investito frontalmente un uomo di mezza età, padre di famiglia alle soglie della pensione. La questione va ben al di là di una serata da «Halloween di sangue». Denuncia l’associazione BastaUnAttimo, in prima linea nella campagna nazionale sulla sicurezza stradale: «Ormai è allarme rosso. Sono fatti che dovrebbero scuotere l’intero Paese: siamo di fronte a delle vite spezzate da individui che si mettono alla guida della propria auto in condizioni inaccettabili. Queste sono tragedie che si possono evitare».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303006

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«Dedicato a chi ha detto

Novembre 2, 2008

Riccardo SignoriCielo grigio su, cappellino calato fin giù, quasi sugli occhi, svolazza fuori solo la coda dei capelli scuri. Ma chi è Serpico? Mauro Camoranesi somiglia a un tipo da film. Torna in caccia, a caccia dell’avventura, ora che può di nuovo giocare. Forse dal primo minuto, dice Ranieri. Grigio novembrino a Vinovo, che contrasta con il pallido sole che illumina l’ultima Juve. Passata la bufera? Mauro ‘Serpico’ sorride. Conosce le storie del calcio. «La bufera capita quando mancano i risultati. È il destino delle grandi squadre». C’è l’impressione che, ancora una volta, voi grandi vecchi abbiate preso in mano il destino della Juve…«Cosa dice? Non siamo vecchi! Il periodo di difficoltà è legato agli infortuni che hanno colpito tutti: nuovi e vecchi, come dice lei. Però tutti hanno dato una mano a venirne fuori».Eppure quell’abbraccio fra Nedved e lei dopo il gol a Bologna, sembrava dire qualcosa d’altro…«Ultimamente prendevamo in giro Pavel, gli dicevamo che ormai non aveva più il tiro, che faticava a trovare la porta. Io lo stuzzico sempre. E mi ha fatto piacere l’abbraccio. C’è rispetto reciproco. Pavel è uno dei giocatori che stimo di più».E la Juve è sempre squadra?«Sì, è stata sempre una sua caratteristica e lo si vede in campo: dal modo come ci si aiuta».Si era detto che c’è uno spogliatoio diviso.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302829

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L’importanza di chiamarsi sempre Ringhio

Novembre 2, 2008

di Rino Gattuso

Se guardo alla mia carriera calcistica, il pensiero corre veloce alla prima immagine, nitida, di un ragazzino innamorato pazzo del pallone e capace di ogni monelleria pur di riuscire in quel gioco avvincente. Mettevo a rischio la buona riuscita negli studi per inseguire una palla, sfidavo l’ira dei miei genitori tornando a casa con qualche graffio in testa per completare una sfida con i miei coetanei in qualche slargo a Schiavonea, il mio paese in Calabria.
È stata la passione la grande spinta che mi ha fatto accettare il trasferimento prima a Perugia e poi in Scozia, a Glasgow, in un Paese di cui ignoravo la lingua oltre che le difficoltà legate al clima: a quell’età è duro allontanarsi dalla famiglia, dagli amici, dalle proprie radici. Io ce l’ho fatta.

E quando mi è capitato, a Berlino, in una notte magica dell’estate del 2006, di riuscire nell’impresa storica di accarezzare la coppa del mondo, ho promesso a me stesso che non sarei cambiato. Che sarei rimasto Rino, come mi chiamano tutti in famiglia o Ringhio, come fanno i tifosi del Milan e della Nazionale in giro per il mondo. Non sono cambiato perché ho sempre tenuto a mente il mio passato e non ho mai dimenticato le mie qualità che sono particolari: non le ho ricevute in dono dalla natura, me le sono conquistate sui campi impolverati della provincia con la forza della volontà, con l’assiduità negli allenamenti e lo ho coltivate con estrema determinazione, tutti i giorni.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302940