Archivio per la categoria ‘design news’

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L’importanza di chiamarsi sempre Ringhio

Novembre 2, 2008

di Rino Gattuso

Se guardo alla mia carriera calcistica, il pensiero corre veloce alla prima immagine, nitida, di un ragazzino innamorato pazzo del pallone e capace di ogni monelleria pur di riuscire in quel gioco avvincente. Mettevo a rischio la buona riuscita negli studi per inseguire una palla, sfidavo l’ira dei miei genitori tornando a casa con qualche graffio in testa per completare una sfida con i miei coetanei in qualche slargo a Schiavonea, il mio paese in Calabria.
È stata la passione la grande spinta che mi ha fatto accettare il trasferimento prima a Perugia e poi in Scozia, a Glasgow, in un Paese di cui ignoravo la lingua oltre che le difficoltà legate al clima: a quell’età è duro allontanarsi dalla famiglia, dagli amici, dalle proprie radici. Io ce l’ho fatta.

E quando mi è capitato, a Berlino, in una notte magica dell’estate del 2006, di riuscire nell’impresa storica di accarezzare la coppa del mondo, ho promesso a me stesso che non sarei cambiato. Che sarei rimasto Rino, come mi chiamano tutti in famiglia o Ringhio, come fanno i tifosi del Milan e della Nazionale in giro per il mondo. Non sono cambiato perché ho sempre tenuto a mente il mio passato e non ho mai dimenticato le mie qualità che sono particolari: non le ho ricevute in dono dalla natura, me le sono conquistate sui campi impolverati della provincia con la forza della volontà, con l’assiduità negli allenamenti e lo ho coltivate con estrema determinazione, tutti i giorni.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302940

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Guantanamo, prima scarcerazione: prove infondate

Luglio 3, 2008

Nel primo caso di revisione di un’istanza di scarcerazione di un detenuto del carcere di Guantanamo da parte di una corte d’appello federale, i giudici hanno concluso che le accuse sulla base delle quali l’uomo è stato tenuto prigioniero per sei anni erano fondate su prove prive di sostanza e non verificabili. La sentenza ha persino ironizzato sulla tesi d’accusa presentata dall’amministrazione del presidente George W. Bush, secondo la quale le accuse dovevano essere considerate vere solo perché erano ripetute in tre diversi documenti segreti. La corte l’ha paragonata ad un verso del poeta (autore di Alice nel Paese delle Meraviglie) Lewis Carrol, tratto dal poema dell’assurdo «Caccia allo Snark»: «L’ho detto tre volte: ciò che dico tre volte è vero» recita uno dei protagonisti.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76772